Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2018

Caratteri e temi della letteratura del '900

Lo studente, facendo diretto riferimento ai testi e agli autori studiati in classe, elabori un testo di 3-4 colonne che sviluppi coerentemente una delle due tracce (criteri): Criterio 1: formale Nel corso del '900 hanno avuto alterne fortune linee, temi e visioni molto diverse. Si delinei una mappa orientativa della Letteratura Italiana tra il primo dopoguerra e gli anni '70. Criterio 2: storico La poesia non è mai avulsa dalla Storia. Anche la letteratura italiana del Novecento ha conosciuto importanti punti di svolta in corrispondenza di snodi cruciali della Storia del Paese. Quali momenti della storia del Novecento sono a tuo giudizio fondamentali e come sono cambiati in conseguenza di essi autori, gusti

La Neoavanguardia (da 900letterario.it)

La Neoavanguardia è un movimento letterario cui hanno dato vita critici e scrittori italiani sul finire degli anni 1950, - con la crisi dell’entusiamo post-resistenziale, - con la presa di coscienza che la situazione politica venisse a rinchiudersi e - con la messa in discussione della “teoria del rispecchiamento” (propria del neorealismo che aveva dato vita ad opere come Cristo si è fermato a Eboli, Uomini e no, Se questo è un uomo ) da parte della fenomenologia e dello strutturalismo. da   La neoavanguardia: sperimentalismo ad oltranza  (di Michela Iovino , ottobre 2014).  A questo movimento collaborarono  Edoardo Sanguineti ,  Umberto Eco ,  Antonio Porta ,  Elio Pagliarani ,  Alfredo Giuliani ,  Giorgio Manganelli ,  Luigi Malerba ,  Germano Lombardi ,  Francesco Leonetti ,  Franco Lucentini ,  Amelia Rosselli È nel campo letterario il riflesso più vistoso del generale impulso alla modernizzazione che ha investito la cultura italiana nella seconda metà degli anni 19

Un viaggiatore cerimonioso o un franco cacciatore alla ricerca dell'atopia

Sono tornato là dove non ero mai stato. Nulla, da come non fu, è mutato. Sul tavolo (sull’incerato a quadretti) ammezzato ho ritrovato il bicchiere mai riempito. Tutto è ancora rimasto quale mai l’avevo lasciato Caproni si lamentava che la sua poesia degli inizi non venissi apprezzata. D'altra parte anche lui aveva scelto la linea opposta a quella della moda ermetica e post-ermetica Non era il solo eccentrico: modelli differenti erano già stati proposti da Montale e da Saba. C'erano alcuni poeti come David Maria Turoldo e Carlo Betocchi che, partiti dalla tensione ermetica alla "religione della parola" hanno proposto davvero una poesi religiosa Altri come il Pavese di "Lavorare stanca" e Attilio Bertolucci si muovono in direzione di una poesia narrativa a mezza strada verso il romanzo Roberto Giudici potrebbe essere considerato quasi un crepuscolare, Sandro Penna scrive poesie brevi e delicate che lo avvicinano a Saba. Caproni

L'ultimo Montale

I critici ripetono, da me depistati, che il mio tu è un istituto. Senza questa mia colpa avrebbero saputo che i tanti sono uno anche se appaiono moltiplicati dagli specchi. Il male è che l'uccello preso nel paretaio non sa se lui sia lui o uno dei troppi suoi duplicati. Satura è il libro in cui l'idea di poesia di Montale cambia completamente e spiazza lettori e critici. Molti accolgono il libro con scetticismo, altri reagiscono rabbiosamente: Pasolini "un pamphlet reazionario" Fortini "miserabile snobismo" Raboni "Il vero Montale è l'altro" Dopo Satura, la cui grandezza la capiamo solo ora, il nostro canone letterario cambia.  In Satura sono cadute molte illusioni, la poesia è meno "ispirata" sembra scabra. L'alluvione ha portato via tutto, compresi gli abbellimenti che al di là del fastidio di Montale verso l'eloquenza abbellivano ancora le raccolte precedenti Sono poesie degli anni 60, gli anni che

A CHE SERVE LA LUCE? PASOLINI E LE CENERI DI GRAMSCI

Scarica il testo integrale del poemetto  http://web.tiscali.it/minores/Ceneri_di_Gramsci.pdf Originariamente apparsa su Nuovi Argomenti del novembre-febbraio 1955-56, racconta di una primavera romana sporca e impura: Non è di maggio quest’impura aria. Il buio giardino straniero è proprio il cimitero acattolico e Pasolini comincia un colloquio immaginario con Gramsci, a lui si rivolge: Tu giovane, in quel maggio in cui l’errore era ancora vita. Il maggio italiano è lontano, come l’ideale che illumina delineato da Gramsci, dalla sua magra mano. Tutto oggi è silenzioso, proprio come quel cimitero. Il poeta, Pasolini, è troppo lontano da colui a cui dedica i suoi versi: attratto da una vita proletaria / a te anteriore, è per me religione / la sua allegria, non la millenaria / sua lotta: la sua natura, non la sua / coscienza. Quello che prova per il proletariato è un astratto amore. Le ceneri di Gramsci I Non è di maggio questa impura aria che il buio giardino straniero fa

Le ceneri di chi? I ribelli delle montagna e il santino della resistenza

“Sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. Antonio Gramsci, Scritti Giovanili.” La voce anziana di Pinotti Avio, nome di battaglia Atos, introduce con queste parole la canzone “I ribelli della montagna” dei Modena City Ramblers (dall’album “ Appunti partigiani ” del 2005). Immagino che per molti dei giovani ascoltatori dei MCR questa sia stata la prima (e forse unica) occasione per entrare in contatto con Antonio Gramsci. E, come è successo anche a me, hanno probabilmente riferito erroneamente quella frase di Gramsci al contesto delle lotte partigiane contro i nazi-fascisti. E’ un errore in cui si cade facilmente. Ma Gramsci è morto nel 1937 e quella frase, parte di un articolo di giornale, è del 1917. Gramsci la pronuncia dunque in un contesto diverso e con un intento diverso. Certo, l’articolo del 1917 è un’esortazione forte a prendere posizione, a non essere spettatori passivi della storia. E dunque si adatta particolarmente bene al contesto delle sc