I critici ripetono, da me depistati, che il mio tu è un istituto. Senza questa mia colpa avrebbero saputo che i tanti sono uno anche se appaiono moltiplicati dagli specchi. Il male è che l'uccello preso nel paretaio non sa se lui sia lui o uno dei troppi suoi duplicati. Satura è il libro in cui l'idea di poesia di Montale cambia completamente e spiazza lettori e critici. Molti accolgono il libro con scetticismo, altri reagiscono rabbiosamente: Pasolini "un pamphlet reazionario" Fortini "miserabile snobismo" Raboni "Il vero Montale è l'altro" Dopo Satura, la cui grandezza la capiamo solo ora, il nostro canone letterario cambia. In Satura sono cadute molte illusioni, la poesia è meno "ispirata" sembra scabra. L'alluvione ha portato via tutto, compresi gli abbellimenti che al di là del fastidio di Montale verso l'eloquenza abbellivano ancora le raccolte precedenti Sono poesie degli anni 60, gli anni che...